L'isola del Tesoro
Se in un paese con il nostro debito pubblico tutti (Regioni, Comuni, colleghi di governo, leggi Sacconi, partiti, banche, italiane e no, associazioni degli imprenditori) se la prendono, dietro e davanti le quinte, con il responsabile del Tesoro c’è da drizzare le orecchie: magari vuol dire che il governo sta risparmiando ovunque. Ma c’è di più.

Crollata anche la diga tedesca contro il governare con mega piani di salvataggio, resta praticamente solo Tremonti a difesa della cautela: la spendacciona Italia diventa la più morigerata tra le economie continentali? Vedremo. Certo, anche da noi le pressioni sono forti. Non solo per aiutare l’auto. Già c’è la fila. Mentre Tremonti a Davos auspicava riforme più che aiuti a schiovere, la presidentessa della Confindustria chiedeva altri 7/8 miliardi contro la crisi e il ministro Sacconi auspicava aiuti a tutti i settori industriali in difficoltà, per poi ieri smentire che una riforma delle pensioni sia all’ordine del giorno. Spendere si può e a volte si deve, ma “fare le riforme strutturali, a partire da quelle del welfare e delle pensioni, che sono fra gli obiettivi del governo” (ipse dixit) è più utile, darebbe una missione ambiziosa all’esecutivo e porterebbe l’Italia, proprio mentre ha anche la guida del G8, alla testa dei governi pronti già ad agire pensando al dopo crisi. Quando torneranno – si spera presto – la fiducia nel mercato e le normali consuetudini delle moderne economie liberali non sarebbe male farci trovare vestiti a puntino per la festa. Meglio, dunque, continuare a seguire con attenzione il primo degli apocalittici che ora sembra l’ultimo dei non keynesiani.